Il Diario di Buoni e Cortesi…

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Corso Umberto I°  09 settembre 2015

E’ trascorsa una estate terribile. Quel freddo intenso di cui ne parlavo a febbraio si e’, haime’, trasformato in un caldo afoso, umido e persistente. Ora abbiamo qualche grado in meno, ma non ne parliamo tanto quasi per esorcizzare una possibilità di ritorno di quel caldo. A parte questa parentesi, volendo trovare un unizio dell’estate a Maggio, questi quattro mesi per Buoni e Cortesi sono stati bagaglio di nuove esperienze e di nuovi traguardi. Sono diventata “Salumiera di Gastronomia al banco”. Cioè Affetto salumi, formaggi, preparo panini gourmet. I miei clienti hanno apprezzato lo sforzo e spesso mi deliziano con la loro presenza e i loro apprezzamenti degustativi. Purtroppo devo fare a meno del mio cliente preferito (il sig. A… di 85 anni) perchè si è deciso e ha trasferito i suoi mobili e la sua casa a Montemiletto, suo paese di origine. Ora sono certa che troverà una fidanzata. In un paese è piu’ facile “innamorarsi”… Dice lui…

Per il resto tutto tace. I cantieri sono sempre li’. Ci circondano le lamentele della gente, i dispetti della politica e insomma non è cambiato nulla.

Ma io personalmente ho il sole nel mio mondo e sono sicura che poi tutto si aggiusta. Avellino è una città particolare predisposta a guardare oltre la finestra senza correre il rischio di uscire fuori allo scoperto. Ha un po di presunzione perchè sa di appartenere ad un territorio di eccellenza, e concede poco alle innovazioni. La mia sensazione da non nativa del posto, è quella che quel Terremoto terribile sia accaduto solo pochi giorni fa. Ho scelto di vivere qui e sono felice di esserci. Spero che anche Avellino sia contenta che io sia qui.

 

Corso Umberto I°  03 febbraio 2015

Continua il freddo intenso e la mattina trovo sul parabrezza dell’auto uno strato di ghiaccio. Non importa vuol dire che è inverno e  le certezze mi danno speranza. Quando vivevo a Bari queste temperature così fredde non le ho mai conosciute e nel mio bell’appartamento al quarto piano trascorrevo ore serene e calde. Qui vivo in una altrettanto bella casa ma essendo più grande e in collina sono sempre nei pressi del caminetto che a partire dal primo freddo si è acceso e non si spegnerà che al primo caldo.

Sono ad Avellino dal 2005 e amo questi luoghi. Mi appartengono da sempre. Mi riconosco nella natura e nelle persone. Ora promuovo anche i prodotti che caratterizzano l’Irpinia e sono felice di farlo. Certo mi manca anche la terra nativa e quella dove sono cresciuta per tanti anni, Seclì (Le) e poi Bari. Mi manca l’orizzonte del mare, il calore della brezza estiva, i giardini fioriti di colori così intensi da avere voglia di chiudere gli occhi e inebriarsi per ore e ore. Mi mancano le panchine all’ombra dove leggevo e studiavo. Mi mancano quei pensieri, le persone che incontravo tutti i giorni. Ma soprattutto mi mancano i miei affetti.

Ma qui ho scelto di vivere e ora se dovessi ritornare a Bari, mi mancherebbero le montagne spruzzate di neve, le vallate coperte di vigne, i colori dell’autunno, il fumo della legna bruciata, il sole che in punta di piedi riscalda il mio giardino, mi mancherebbe il mio cane Ettore, mi mancherebbero quei momenti romantici vicino al caminetto con l’unico amore della mia vita, il mio compagno, un vero lupo irpino.

Ah! Mentre scrivevo è entrato quel cliente Umbertiano di 85 anni. Non lo vedevo da circa  tre settimane ed ero in pensiero. Infatti mi ha raccontato che è stato in ospedale due settimane per la pressione molto alta 262. Ora sta meglio, ma sta pensando di trasferirsi in uno spizio perchè si sente solo e di fidanzarsi non  vuole saperne più. Ma!

Ha comprato il pane e la pasta e poi mi ha detto: Lorè ciò le scarpe rotte. – E io: Come rotte? -  Non sono riuscito a chiecarmi .  Camminava con gli scarponcini slacciati. Io: se vuoi te le allaccio io le scarpe. – E dopo averlo fatto mi dice :  Grazie e… non ti preoccupare devi resistere.

Che avrà voluto dire con questa premonizione? Era un modo per ringraziarmi per essermi piegata e aver allaccaito le sue scarpe? Forse.

Ma io l’ho fatto col piacere di aiutare qualcuno in difficoltà e  anche per tutte le volte che non posso farlo per mio padre. Ecco un’altra cosa che mi manca…

 

Corso Umberto I°  29 gennaio 2015  Avellino

Temperatura “fredda fredda” poca gente che cammina, molte auto che sfrecciano in ambo i sensi. Siamo tutti inbacuccati con cappelli da neve e sciarpe che intorno al collo arrivano giusto agli occhi, che poverini, visto la loro necessaria utilità, devono restare fuori da qualunque protezione.

Presto, quasi alla apertura di Buoni e Cortesi, è venuta a trovarmi la mia prima cliente che ora considero una cara conoscenza. E’ una nonna e oggi è il compleanno della nipotina di 10 anni e mi ha raccontato che le farà una bella sorpresa quando si presenterà alla sua festa, visto che non essendo stata molto bene, non doveva affatto uscire. E indovinate cosa porterà in regalo… un quarto del caciocavallo che ha acquistato da me! Va bene si che è un caciocavallo spettacolare ma mai avrei pensato ad un destinatario così piccolo. < Signora bella, statemi bene e non toglietevi la sciarpa, che poi vi viene la cervicale…> Mi sentenzia mentre esce dal negozio.

“Fuiiiiii” ecco il fischio giornaliero dei vigilini. Corro a fare il biglietto del parcheggio, lo faccio tutte le volte che vengo al negozio appena arrivata, ma oggi ho dimenticato. E vicino al parchimetro si fa la folla. Hanno tutti dimenticato di farlo… fortuna che a tutto c’è rimedio!

 

 

 

Era il 21 Ottobre 2013 e scrivevo:

“Corso Umberto Avellino. Un indirizzo come tanti se lo leggi su uno stradario o su un bigliettino da visita. Invece se lo vivi diventa … interessante.
Un suo abitante: 
85 anni. vedovo da quattro mesi. 
Inconsolabile ma a caccia di una donna che gli faccia compagnia. 
Non disprezzerebbe se fosse giovane, bella e con uno stipendio. 
Lui offre la donazione del suo appartamento e la sua presenza.
Credo si siano avvicendate almeno una ventina di pretendenti, rigorosamente selezionate personalmente da lui. Molte straniere (da Cuba, da Romania, da Ucraina, da Venezuela, da Polonia ) Si presentavano le mamme e lui sceglieva le figlie e quindi veniva sistematicamente “derubato” almeno con un pranzo gratis, un pieno di benzina, una bolletta da pagare. Una volta, all’appuntamento, si è presentata una intera famiglia e quel mese purtroppo la pensione è volata dalla finestra (nel senso vero del termine). Come faccio a sapere tutti questi dettagli? Viene al mio negozio ogni giorno per comprare un pezzo di pane e quindi si siede e mi racconta tutto.
Ah…se volete sapere cosa mi ha detto oggi: Lorè, basta ho deciso che non voglio a nisciuno. Mi vogghio sta sulo. Però forse una mia nipote vuole venire da me con il suo fidanzato però mi ha detto che vuole l’appartamento….Disinteressata!
Io continuo ad ascoltare perchè almeno in quei momenti è al sicuro. Io non aspiro al suo famigerato appartamento, ma al fatto che rimanga un caro cliente del mio negozio che guarda caso ( o guarda la fortuna) si trova proprio in Corso Umberto di fronte al suo balcone.”

Oggi 27 Settembre 2014  le cose non sono cambiate molto. Molte altre pretendenti si sono ancora affacciate a quel balcone e almeno per un giorno hanno potuto usufruire tutte a turno, di una parte di pensione del nostro caro amico “Umbertiano”.  Che dire, è proprio sfortunato. Sarà mica essere proprietario di un appartamento che gli impedisce di trovare la sua donna? Eppure il suo nome ha come iniziali una lettera interessante in quanto indica inizio e importanza. Forse sono straniere e la lingua italiana non è proprio facile…

La mattina esce dal suo portone e comincia ad urlare il mio nome:<Lorellaaaa! Lorellaaaa!> Entra con quel sorriso da ” malupino” e mi dice:<Che è? Come stai?> che vuol dire:<Neanche oggi ho fatto niente (capite a me).!

Lorella Capasso

Il Nuovo Anno  2014
Abbiamo ricominciato. Stesse intenzioni… Stessi desideri…Stessi dolori…Stessi pensieri…
Vuoi vedere che non abbiamo ricominciato, ma solamente ci siamo fermati un’attimo, abbiamo girato la testa indietro e poi abbiamo socchiuso gli occhi e abbiamo cercato di vedere qualcosa d’altro? Sperando in qualcosa di nuovo e di bellissimo?
Io rimango con gli occhi socchiusi e spero.
(Lorella Capasso)

 

Natale 2013
Quando è festa la mia casa si trasforma.
Si veste di colori e di voci gioiose. Nulla riesce a far cambiare  l’umore a nessuno dei componenti e il tempo scivola restando fisso sui volti  ansiosi.
E’ Natale.
Ogni anno è Natale e non si stanca di esserlo, perché anche se non ci sono le stesse persone care o se sono cresciute nel frattempo, quell’atmosfera di speranza e di consapevolezza della favola rossa e bianca riesce a rimettere tutto a posto e a gioire comunque.
Questo Natale lo dedico alle mamme che non ci sono più,
ai papà che fanno fatica a resistere alla solitudine,
ai figli che lontani dai loro genitori provano a fare gli adulti,
ai nonni che si abbracciano consolandosi a vicenda,
agli amici che credono all’amicizia e che ci sono sempre,
ai bambini che guardano tutto questo e si chiedono perché…
(lorella Capasso)

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